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La festa di Sant'Antonio Abate
 

Scritto da Fabio Ceccarini, 27-01-2009 13:47


Un mix di elementi religiosi e pagani che affondano le loro radici nelle origini rurali della comunità.
Un docucorto per scoprirli.


'u focarò Gli animali e il fuoco. Sono questi gli elementi che ricorrono incessantemente per la festa di Sant'Antonio, invocato dalla pietà popolare per la protezione delle bestie domestiche e contro l'herpes zoster, il terribile fuoco di Sant'Antonio. Ancora oggi a Capranica, come in altre città d'Italia, il 17 gennaio si celebra questa tradizionale ricorrenza: un misto di elementi religiosi e pagani che affondano le loro radici nelle origini rurali della comunità. Una festa in cui la perpetuazione di antiche usanze e riti ancestrali, nonostante il cambiamento radicale degli stili di vita, avviene con una grande partecipazione da parte dei capranichesi, trasformando questo appuntamento annuale in un momento particolarmente suggestivo e allegro.

Ma chi era davvero Sant'Antonio? E che significato hanno i simboli a lui legati?

 
(il docucorto è all'interno dell'articolo)


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Capranica in "grigioverde"
 

Scritto da Fabio Ceccarini, 25-01-2009 10:33


Capranica in grigioverde





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Sardi, avieri
 

Scritto da Fabio Ceccarini, 21-01-2009 15:58


martiri della ferocia nazifascista, caduti per la libertà il 17 novembre 1943 nei pressi di Bassano Romano

 

Monumento caduti sardi a Sutri SOMMARIO

1. Il quadro storico
2. La costituzione del Battaglione Volontari Sardi
3. La strage dei giovani avieri Sardi rifugiati a Capranica
4. Le motivazioni della strage
5. Rinaldo Zuddas
6. Documenti
7. Note
8. Bibliografia

1. Il quadro storico

La tragica vicenda dei militari sardi catturati a Capranica dalle SS tedesche il 17 novembre 1943 e barbaramente fucilati presso Bassano Romano nel pomeriggio dello stesso giorno, si inquadra nel caos politico-istituzionale seguito all'armistizio dell'8 settembre 1943. La dissoluzione dell'esercito italiano, che si era consumata nel breve volgere di tre giorni (9-11 settembre), aveva provocato il più assoluto caos nelle comunicazioni nella vana attesa dell'arrivo degli Alleati o di precise disposizioni del Governo, il quale rimase invece colpevolmente silenzioso. In seguito a una tale situazione di totale assenza di ordini superiori, la disciplina e la compattezza dei reparti venne meno, sfaldandosi rapidamente con la conseguenza che molti militari si tolsero la divisa e indossarono abiti borghesi [1].


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